Comunicare in Rete

17 Gennaio 2007

Il caso S.T.R.A.DA.

Archiviato in: Senza categoria — Fabio Ballor @ 17:25

Il Caso S.T.R.A.DA.
Un Modello di didattica integrata presenza/distanza

Nelle prime due parti sono stati discussi il background teorico di riferimento e le diverse metodologie utilizzate nell’ambito della valutazione della messaggistica. In questa terza parte andremo a formulare il modello empirico che intendiamo controllare con il presente progetto di ricerca. Tale modello, in senso ampio, può essere sintetizzato attraverso la seguente affermazione: “gli ambienti telematici, fondati sulla teoria del costruttivismo sociale conferiscono valore aggiunto ai processi formativi (in termini di efficacia didattica e di efficienza nell’impiego delle risorse umane, tecnologiche e finanziarie) e allo stesso tempo, consentono, rispetto alla didattica tradizionale di avere un maggiore numero di studenti meglio preparati, a tempi e costi unitari minori”.

Per conferire realizzabilità scientifica al modello appena formulato occorre definire l’ipotesi di ricerca, riformulando l’apparato concettuale del modello stesso in forma empiricamente controllabile. I concetti che costituiscono l’ipotesi di lavoro devono rappresentare proprietà di oggetti empiricamente osservabili e devono poter essere trasformati in variabili mediante opportune definizione operative, ovvero insiemi di regole che guidano la ricerca. Tale operazione consente di rilevare lo stato di ciascun caso della proprietà considerata, assegnarlo ad una delle categorie stabilite in precedenza e registrarlo nel modo necessario a permettere l’analisi con le tecniche statistiche più opportune (Pedon, 1995). Nel passaggio dalla teoria alle ipotesi i concetti astratti devono quindi essere trasformati in concetti empirici, denominati indicatori, legati ai concetti di partenza per mezzo di rapporti di indicazione semantica.

L’obiettivo della nostra ricerca consiste nel valutare se l’analisi della messaggistica è un buon indicatore dell’efficacia didattica in un ambiente di apprendimento telematico ispirato alle teorie del Cooperative Learning. Se tale affermazione è verificata allora l’analisi della messaggistica ci consente di fare predizioni sulla preparazione dei soggetti coinvolti nel processo formativo.

Sulla base delle teorie di riferimento, è possibile formulare la seguente ipotesi di lavoro: “In una conferenza telematica finalizzata all’apprendimento, esiste una relazione significativa tra la partecipazione attiva degli studenti, caratterizzata dall’attività cognitiva di ristrutturazione del contenuto, e il risultato, inteso come valutazione degli apprendimenti. Se tale relazione è verificata è possibile affermare che un ambiente didattico/formativo di tipo telematico, se favorisce l’istaurarsi di relazioni sociali finalizzate alla discussione costruttiva allora crea le condizioni per un sistema formativo efficace ed efficiente, in altre parole di qualità”

Per verificare le affermazioni sopra esposte occorre preventivamente definire i concetti “efficace”, “efficiente” e di “qualità”, in un processo di apprendimento in generale e in un processo di formazione in rete in particolare. Per far ciò è necessario disporre di una seppur grossolana definizione di apprendimento. Bocconi, Midoro, Sarti (1999) definiscono l’apprendimento in modo molto generale come la «trasformazione dello stato dello studente» e l’apprendimento collaborativo come l’«acquisizione da parte degli individui di conoscenze, abilità, o atteggiamenti che sono il risultato di un’interazione di gruppo», o detto più chiaramente, un apprendimento individuale come risultato di un processo di gruppo (Kaye, 1992).

La qualità di un processo di formazione online sarà allora correlata sia all’apprendimento dei singoli partecipanti sia all’interazione all’interno del gruppo coinvolto. A sua volta, la qualità dell’interazione, all’interno di uno specifico dominio di conoscenza, dipenderà da due elementi principali: dalla qualità del dialogo che si instaura nel gruppo di partecipanti e dalla qualità dei contenuti oggetto del dialogo.

Pertanto, efficienza ed efficacia, di un sistema formativo, non si intendono come concetti assoluti, ma relativi all’interpretazione del contesto, data dal valutatore, in base agli obiettivi didattici predefiniti. Sulla base di tali considerazioni, nella metodologia di ricerca qui proposta correliamo la qualità, intesa come efficacia didattica ed efficienza formativa, di un sistema in rete, a tre elementi:

  • apprendimento profondo, ovvero che riflette processi cognitivi di ristrutturazione dei contenuti didattici;

  • interazione attraverso i canali della comunicazione asincrona mediata dal computer;

  • competenze acquisite attraverso il processo di formazione,

all’interno dello specifico setting formativo ove si sviluppa il piano didattico e attraverso il quale si realizzano gli apprendimenti.

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