Un nuovo Brainframes
I.1.2.2 Un nuovo Brainframes
De Kerckhove (1991), studiando l’impatto e l’influenza delle tecnologie sullo sviluppo della psiche umana, arriva a definire la costruzione di nuovi modelli mentali come “brainframes”. Così come la scrittura, che non costituisce solo capacità manuale ma rappresenta soprattutto la possibilità di classificare e ordinare il pensiero, allo stesso modo l’utilizzo delle tecnologie della comunicazione ha un’immediata ripercussione sulla nostra capacità di sviluppare strutture e modelli mentali adeguati. In tal senso, De Kerckhove, sottolinea quanto sia importante avere coscienza dell’inscindibilità del progresso della tecnologia dai risvolti psicologici e psichici che esso determina nell’uomo.
Vi è un ampio consenso di studiosi che sostengono lo sviluppo cognitivo, e la costruzione di conoscenza, come guidato e mediato da strumenti culturali, artefatti cognitivi, da media, da mezzi di espressione e di comunicazione, attraverso cui si sviluppa il soggetto. È in questo senso il linguaggio può essere inteso come un artefatto, così come la comunicazione mediata dal computer.
Harasim (1989) ha illustrato un’interessante interpretazione della formazione in rete, tale per cui può essere considerata un «dominio nuovo e unico». Secondo l’autore, in questo nuovo dominio, si possono riconoscere caratteristiche che lo differenziano sia dagli approcci della formazione a distanza tradizionale sia dai corsi convenzionali tenuti in presenza, pur mantenendo con essi molti elementi in comune. Vediamo come Harasim illustra questo concetto:
«Gli attributi chiave che caratterizzano questo nuovo dominio sono l’asincronicità (indipendenza dal tempo), l’indipendenza spaziale e un canale di comunicazione interattiva di tipo molti-a-molti. Questa combinazione di fattori contribuisce a far diventare la formazione in rete un nuovo e unico dominio, distinto sia dall’insegnamento faccia a faccia sia dalla formazione a distanza di tipo tradizionale. Come illustrato nella Figura 1, l’approccio in presenza facilita l’interazione molti-a-molti ma è dipendente sia dallo spazio che dal tempo richiedendo la compresenza di tutti i partecipanti. Dall’altro lato, la formazione a distanza di tipo tradizionale, nonostante abbatta le barriere spazio/temporali e sia sufficientemente flessibile, tende a privilegiare un modello di interazione di tipo uno-a-molti (docente-studenti) oppure uno-a-uno (studente-docente). Di fatto i modelli teorici o pratici che si ispirano all’uno o all’altro dominio, se presi singolarmente, non sono sufficienti a coprire le esigenze informative e di comunicazione interpersonale tipiche della formazione in rete» (Harasim, 1989, p.21-22)
Harasim ci aiuta a formulare stimolanti riflessioni sull’ “Online education”.

Tabella 1 Schema riassuntivo delle caratteristiche della formazione on-line

Figura 1 Tra formazione a distanza e formazione in presenza
La caratteristica che rende la formazione in rete un dominio unico e nuovo è, senza dubbio la comunicazione asincrona, la quale non è presente né nella Fad né nella formazione in presenza.
« […]la conferenza telematica è un mezzo di comunicazione a tutti gli effetti, sebbene condivida alcune caratteristiche con il discorso orale (come l’interazione di gruppo e la possibilità di scambi rapidi e spontanei) e con il discorso scritto (mediato dal testo, asincrono, modificabile) » (Kaye, 1994, p.112).
Dalle riflessioni di Kaye, sulle potenzialità della comunicazione asincronica, e di Harasim, sulle differenze fra i tre domini, possiamo desumere che certo la formazione in rete riesce a realizzare una ricca e intensa comunicazione tale da essere paragonata a quella in presenza; ma essa mantiene in sé le modalità intrinseche proprie di una formazione a distanza.
La conclusione di Harasim sembra sostenere che non solo l’Online Education è una nuova disciplina di pari dignità e importanza della formazione in presenza e della FaD, ma anzi raccoglie in sé gli aspetti migliori di quest’ultime.