Basata su testo
I.2.1 Basata sul testo
È indubbio che la prima caratteristica fondamentale della CMC è l’uso della comunicazione scritta Tutte le interazioni avvengono, infatti, mediante la scrittura.
La lingua che viene utilizzata, in realtà, ingloba caratteristiche della comunicazione scritta ad altre proprie della lingua parlata. È possibile pertanto sostenere che la CMC costituisca una nuova forma di comunicazione, che si differenzia, qualitativamente, sia dalla lingua scritta che da quella parlata, integrandone le caratteristiche di entrambe. Sicuramente, a seconda del livello di profondità del messaggio possiamo dire che la CMC può presentare diversi registri linguistici, che vanno dalle forme parlate più interattive, al testo di livello accademico preparato con cura.
L’elemento più interessante è l’unione dei vantaggi dell’uso della scrittura come mezzo di espressione, all’interattività propria della comunicazione orale. Possiamo dire che attraverso la CMC si ha l’intreccio di due funzioni prima separate: la scrittura e la comunicazione di gruppo.
Mason (1989, p.3) ha definito i sistemi di Conferenza Telematica come una «forma di scrittura e interazione elettronica tra i soggetti, [che] si afferma come uno straordinario fenomeno nella storia della comunicazione umana».
Secondo Mason la conferenza telematica rappresenta una nuova forma di espressione: l’interazione scritta. Attraverso questi sistemi, infatti, la scrittura diviene uno strumento per la comunicazione di gruppo.
Mason denomina questa modalità di comunicazione “preserved conversation” e ne sottolinea la bipolarità della definizione: «[…] la conferenza ha effetti particolarmente sconvolgenti (sto parlando o scrivendo?, sto riflettendo o interagendo?, sono isolato o connesso con altri?). In sostanza, la conferenza telematica ha la qualità di sostituire esperienze familiari con situazioni sconosciute» (p.5)
Per l’autore, l’introduzione dell’interattività nel discorso scritto genera una ridefinizione della scrittura come esperienza di una “mente collettiva”: «Introducendo l’interattività all’interno del discorso scritto si frantuma la cara nozione di originalità ed erudizione individuale replicandola con l’esperienza della mente di gruppo, della scrittura collaborativa e della creatività collettiva» (p.26)
La scrittura diviene un processo di gruppo, attraverso il quale si giunge alla redazione di un documento che rappresenta lo sviluppo delle idee di più autori. Il testo finale di una conferenza è, infatti, un insieme di idee ed informazioni, tra loro interconnesse, provenienti da persone diverse e lontane.
Il funzionamento di una conferenza telematica è basato sullo sviluppo di commenti a catena. Ogni messaggio rappresenta una risposta ai precedenti e nello stesso tempo un invito a continuare il dibattito.
Feenberg (1989, p.27) paragona la dinamica di una discussione on-line ai giochi in cui ciascuno esegue la propria mossa in risposta a quella dell’avversario, condizionandone, a sua volta, la mossa successiva. «Ogni commento ha un duplice scopo: comunicare qualcosa e invocare la (passiva o attiva) partecipazione dell’interlocutore. Possiamo affermare che partecipare alla conferenza telematica consiste nel fare quelle mosse che consentono all’altro di partecipare. L’obiettivo è prolungare il gioco ed evitare di fare l’ultima mossa. Questo è il perché la discussione mediata dal computer favorisce i commenti aperti a più interpretazioni che invitano alla replica, piuttosto che chiudere e completale l’affermazione».
La CMC quindi unisce alle caratteristiche della comunicazione scritta l’interattività propria della comunicazione orale, andando a costituire una forma di comunicazione di gruppo che, se da un lato offre nuove opportunità, dall’altro presenta alcuni vincoli.
L’utilizzo della scrittura come mezzo di comunicazione in un ambiente didattico offre diversi vantaggi.
In primo luogo gli studenti sviluppano la capacità di scrittura e di comprensione della lingua scritta e le abilità di riflessione, critica e sintesi.
La scrittura è utilizzata non soltanto, come nel sistema formativo tradizionale, per comporre testi da sottoporre alla valutazione del docente, ma anche come mezzo di comunicazione interpersonale, di confronto di informazioni, opinioni ed esperienze. Gli studenti hanno la possibilità di formulare le proprie idee e di confrontarle con quelle dei compagni e dell’insegnante. Può così mutare l’atteggiamento verso la scrittura e la motivazione all’uso. I discenti si abituano ad organizzare le proprie idee in modo ragionato, a comunicarle in modo chiaro, a difendere le proprie opinioni e a criticare, in modo costruttivo, quelle degli altri. Inoltre, gli studenti, manipolano e scambiano le informazioni attraverso la scrittura, costruendo in modo attivo la propria conoscenza.
In secondo luogo consideriamo che, utilizzando la scrittura, la comunicazione è centrata sul contenuto e non sul soggetto. I discenti si concentrano sul messaggio e non sull’emittente, e di conseguenza si riducono le discriminazioni dovute all’aspetto fisico o alle capacità oratorie; la discussione non è dominata dai soggetti più estroversi, ma anche i più timidi trovano uno spazio per esprimersi.
Un altro elemento positivo dell’uso della Computer Conferencing in ambito formativo consiste nella possibilità di archiviazione di tutta la messaggistica sul computer centrale che ne gestisce la comunicazione. Tutti i contributi pervenuti nelle conferenze non vengono persi, ma raccolti in una banca dati che va a costituire il materiale didattico di un dato corso e di quelli successivi. Il lavoro svolto è archiviato, quindi recuperabile e riutilizzabile in seguito, sia da tutti coloro che lo hanno prodotto che dai nuovi corsi, che affrontano gli stessi argomenti di studio. In questo modo viene introdotto un elemento di continuità nel processo formativo e un legame tra diverse generazioni di studenti.
I limiti connessi all’utilizzo in ambito didattico di uno strumento di comunicazione basato sul testo quale la conferenza telematica, riguardano:
- le difficoltà che gli studenti non abituati possono incontrare nell’esprimersi per via scritta e nell’utilizzare la tastiera ed un word processor;
- la mancanza dei segni di comunicazione non verbale: alcune persone possono trovare il mezzo di comunicazione “freddo” ed impersonale;
- il sovraccarico di messaggistica da leggere, “overload” comunicativo (Calvani, 2000);
la difficoltà di organizzare e gestire, da parte dell’insegnante, una grande quantità di messaggi: nonostante i Conferencing System offrano strumenti che facilitano la gestione della messaggistica, l’organizzazione dei contributi costituisce un compito impegnativo e non facile.