Valutazione e Qualità
Valutazione e Qualità
In molti hanno evidenziato che nella nostra società la conoscenza non è più solo una risorsa ma è la risorsa, e che in questo contesto si può prevedere con sicurezza che chiunque abbia una conoscenza, per evitare di essere obsoleto, dovrà acquisirne una nuova ogni quattro o cinque anni. La necessità di aggiornarsi e di imparare è diventata una costante durante tutto l’arco della vita delle persone. Queste devono acquisire flessibilità intellettuale e capacità, in continuum, di “apprendere ad apprendere”; devono cioè acquisire modelli, motivazioni e capacità per guidare anche autonomamente, in rapporto alla propria comunità di appartenenza, il processo ininterrotto di aggiornamento e di acquisizione di sapere, in termini professionali e culturali In realtà fino a oggi il paradigma fondamentale su cui sia la scuola sia l’università hanno fondato la loro identità è stato quello di essere istituzioni che forniscono istruzione.
Molti ormai sono però consapevoli che il paradigma dell’istituzione formativa che “fornisce istruzione” deve lasciare il posto a un nuovo paradigma, quello della scuola/università che “produce apprendimento”.
Secondo Barr e Tagg (1998) il sistema scolastico e universitario fino ad oggi, in linea con il paradigma della scuola quale istituzione che esiste per fornire istruzione, ha creato strutture complesse per svolgere l’attività di insegnamento, concependo l’erogazione di sessioni di 50 minuti quale principale missione del sistema formativo. Tale impostazione ha rischiato di confondere i fini con i mezzi: affermare che la finalità delle istituzioni formative è di fornire istruzione sarebbe come dire che la finalità dei servizi sanitari è di riempire i letti degli ospedali o che la missione della FIAT è di realizzare linee di assemblaggio.
Superare un modello di funzionamento imperniato sulla “trasmissione dei saperi”, significa orientarsi verso un nuovo modo di operare, dove diventa prioritario integrare la “cultura del sapere”, misurabile in termini di quantità e vastità dei contenuti trasmessi, con la “cultura della competenza” mediante la quale i saperi si traducono in comportamenti e si realizzano le capacità della persona. Nella società dell’apprendimento, si richiede infatti una formazione che non fornisca solo nozioni e conoscenze ma che educhi il partecipante a leggere e interpretare la realtà in cui opera, a saper scegliere e a progettare il proprio futuro.
Se la formazione rapprensenta pertanto un servizio finalizzato a promuovere l’apprendimento degli allievi per l’acquisizione di competenze e conoscenze, il problema che dobbiamo ora risolvere è: come è possibile affermare che tale servizio è di elevata qualità. In altre parole il problema consiste nell’indivisuare “che cosa” misurare in termini di qualità e di come effettuare la misurazione.