Comunicare in Rete

17 Gennaio 2007

La valutazione nella Formazione a Distanza

Archiviato in: Senza categoria — Fabio Ballor @ 17:36

II.1
La valutazione nella Formazione a Distanza

«Il processo di valutazione consiste essenzialmente nel determinare in che misura gli obiettivi educativi vengono conseguiti. Comunque, poiché tali obiettivi comportano essenzialmente cambiamenti negli esseri umani, nel senso che gli obiettivi che ci si prefigge richiedono di causare determinati cambiamenti nei modelli di comportamento degli studenti, ne consegue che la valutazione è il processo con cui si determina la misura effettiva di tali cambiamenti».

Oggi, dopo circa mezzo secolo da quando Tyler diede la sua affermazione, il temine valutazione viene usato per indicare quella specifica attività di ricerca che attraverso la raccolta, l’analisi e l’interpretazione di informazioni sui vari aspetti di un programma formativo, giudica l’efficacia, l’efficienza e la qualità di un intervento didattico, e ne verifica la coerenza con gli obiettivi e le condizioni di contorno. Quando consideriamo il giudizio di valore insito nel termine valutazione ci orientiamo a determinare come un intervento formativo “funzioni”, osservando e misurando i processi di insegnamento e di apprendimento, o almeno parte di essi. Ciò implica non solo la scelta di tecniche e procedure specifiche, ma anche complessi problemi relazionali tra chi valuta e chi è oggetto di valutazione.

A tal proposito è necessario introdurre la distinzione che è possibile operare tra valutazione del singolo partecipante al processo formativo e valutazione del processo stesso. La letteratura anglosassone distingue le due diverse valutazioni, intendendo con Assessment la valutazione del singolo partecipante e con Evalutation la valutazione del processo stesso. La doppia definizione rende inevitabile, nella valutazione dell’efficacia di un corso (evalutation), tener conto degli effetti che l’azione formativa ha avuto nella modificazione delle conoscenze e/o atteggiamenti dei partecipanti, quindi nella valutazione degli stessi partecipanti (assessment).

Nel complesso è possibile affermare che un corso a distanza/online condivide con un corso in presenza gran parte delle istanze e dei requisiti che si richiedono alle attività formative in genere, definiti ad esempio nei criteri di qualità: chiarezza nella progettazione didattica, analisi dei bisogni, obiettivi espliciti, definizione delle risorse, tipi di valutazione. Alcune dimensioni assumono tuttavia un maggiore risalto, diventando componenti strategiche. Tre aspetti in particolare assurgono una diversa centralità rispetto alla formazione in presenza: qualità del materiale istruttivo, del monitoraggio, della valutazione formativa.

Qualità materiale istruttivo fornito: mentre in un corso in presenza questo può essere un semplice supporto integrativo alla comunicazione diretta del docente, in un corso a distanza il materiale fornito acquisisce vari aspetti di qualità: strutturazione interna secondo criteri di chiarezza, comprensibilità, essenzialità, modularità e collocabilità in rapporto alle diverse fasi dell’apprendimento si impongono qui come aspetti centrali e qualificanti del percorso.

Monitoraggio: come ricorda Moore (1999), nell’istruzione a distanza, essendo separati l’educatore e l’allievo, il successo del processo formativo dipende essenzialmente dal sistema di monitoraggio e valutazione. Fondamentale è la qualità del monitoraggio (modi e tempi delle interazioni; gap temporale tra l’individuazione di un problema e l’intervento correttivo). Le reti telematiche consentono forme di monitoraggio e intervento in tempo reale.

Valutazione formativa e sommativa: la qualità di un sistema di formazione on line dipende in gran parte dalla presenza di questi delicati momenti negoziali, in cui discente e tutor cercano un punto di contatto, esprimendo le loro rispettive valutazioni. La negoziazione assume un duplice senso: da un lato ha lo scopo di aiutare lo studente a “formare” la propria conoscenza, dall’altro, sul versante docente, a “formare”, riadattare in itinere un certo percorso didattico.

Un aspetto sicuramente importante da non sottovalutare negli ambienti formativi a distanza è la Valutazione dell’influenza dell’ambiente di apprendimento, e il rapporto tra processo di apprendimento e ambiente in cui questo ha luogo. Potter e Levine-Donnerstein (1999) definiscono l’Ambiente di apprendimento come un complesso di elementi che influenzano (in senso positivo e in senso negativo) il processo di acquisizione di nuove conoscenze e abilità; tali elementi spaziano dal clima che si instaura fra i partecipanti (corsisti, docenti, tutor, etc.), al luogo fisico in cui vengono svolte le attività di studio, a tutta una serie di altri fattori che determinano l’unicità della situazione in cui si viene a trovare ogni singolo corsista. La percezione dell’ambiente di apprendimento è da sempre stata utilizzata come variabile predittiva nella relazione tra la natura dell’ambiente di apprendimento stesso e i risultati sul piano cognitivo e affettivo.

Inoltre, è evidente come il fattore “distanza” introduca nuove particolarità. Nella Formazione a Distanza il concetto di ambiente di apprendimento deve essere rivisitato: non esiste un luogo fisico dove i partecipanti si riuniscono periodicamente, bensì tanti ambienti di apprendimento “costruiti intorno” ai singoli corsisti remoti; di qui l’esigenza del monitoraggio.

E’ evidente come nella FaD ci siano molte più cose da valutare, come dice Mary Thorpe (1995), rispetto ai corsi tradizionali, e ciò è dovuto ad una maggiore flessibilità del corso e ad una gamma più ampia di stimoli e situazioni. Mentre nei corsi tradizionali la struttura è abbastanza definitiva nella FaD si lascia più ampia libertà nel tracciare il proprio percorso, di utilizzare i materiali che ha a disposizione, etc. Inoltre il concetto di Tutoring in rete è abbastanza diverso, legato ad uno staff, ovvero ad una pluralità di competenze.

Nella FaD, infine, valutare significa non solo verificare la coerenza tra scelte progettuali, contenuti e metodi con gli obiettivi dell’azione formativa, ma anche monitorare in itinere (specie per la formazione in rete) la dinamica dell’azione formativa, per avere informazioni puntuali in grado di permettere la ritaratura e/o la flessibilizzazione dell’azione stessa. In questo senso, Keegan (1993) suggerisce, come paradigma di riferimento per la FaD i sistemi ad anello chiuso, sistemi, cioè in grado di autoregolarsi puntualmente, in itinere, attraverso la misurazione degli scostamenti fra ciò che ci si attende dal processo formativo e ciò che nella realtà si ottiene. Elemento chiave del “riallineamento” sistematico è un costante monitoraggio rappresentato nella Figura 5 dal blocco di “misura”, finalizzato alla valutazione formativa sia degli utenti sia dell’intero processo.

Schema di sistema ad anello chiuso

Figura 5 Schema di sistema ad anello chiuso

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