Comunicare in Rete

17 Gennaio 2007

La valutazione nella Formazione in Rete

Archiviato in: Senza categoria — Fabio Ballor @ 17:36

II. 2
La valutazione nella Formazione in Rete

In un contesto di Formazione a Distanza “tradizionale”, dov’è favorito un modello di comunicazione uno-a-molti (docente-corsisti) oppure uno-a-uno (corsista-docente), la valutazione nella maggior parte dei casi si basa sulla somministrazione di questionari o sulla produzione di elaborati da parte dei corsisti. Nella formazione in rete invece, più centrata sui modelli di apprendimento collaborativo, il canale di comunicazione è anche di tipo molti-a-molti e quindi la valutazione può basarsi anche sull’osservazione dell’interazione tra i partecipanti, sul loro modo collaborare e imparare insieme. Abbiamo già visto che ciò che contraddistingue un processo di Formazione a Distanza di terza generazione è la sua capacità intrinseca di riportare il processo di apprendimento a un “evento sociale” e non soltanto individuale.

Proprio perché l’elemento centrale diventa l’interazione tra i partecipanti, nella valutazione dei processi di formazione in rete, vengono presi in considerazione molti degli indicatori tipici della valutazione di attività formative in presenza e connessi alla socialità del processo: interazione tra i corsisti, corsisti-docenti, grado di partecipazione e di collaborazione nelle attività formative, etc.

Alcune caratteristiche della Comunicazione Mediata dal Computer (comunicazione testuale, diminuzione della pressione sociale, libertà di espressione) e la rete sociale che si instaura (coesione del gruppo, interazione al suo interno) consentono alla Computer Conferencing, se ben coordinata, di agevolare lo sviluppo dell’ “interattività produttiva”, originando quella che Harasim e Wolfe (1988) definiscono una sorta di “intelligenza collettiva” In questo senso, l’interattività genera effetti positivi sull’apprendimento, mentre l’asincronicità del mezzo stimola una più profonda riflessione sul contenuto. Inoltre, la caratteristica coerenza testuale dei messaggi implica l’organizzazione rigorosa del pensiero e l’attivazione delle abilità metacognitive nel dirigere i processi di apprendimento. (Henri, 1992)

Data la complessità e la ricchezza dei corsi in rete, il problema della valutazione assume, quindi, connotati molto specifici. Nelle sue ricerche Mason (1991) ha analizzato diversi casi, centrando la sua attenzione sull’uso di differenti metodologie e strumenti per condurre la valutazione, sottolineando come sia importante un giusto bilanciamento fra verifiche basate su aspetti quantitativi (numero e distribuzione dei messaggi nelle diverse aree) e qualitativi (contenuto dei messaggi).

Il questionario. Efficace, se opportunamente tarato, per valutare le conoscenza acquisite, diventa poco efficace per valutare le interazioni di gruppo.

L’intervista. Le domande sono per lo più mirate a esplorare vantaggi e svantaggi della comunicazione molti-a-molti.

L’esperimento empirico. Krippendorf (1980) ha esplorato, in situazioni controllate di laboratorio, l’impatto della CMC in una decisione che coinvolgeva l’intero gruppo. Tali studi sono particolarmente difficili perché implicano un assetto sperimentale di laboratorio difficilmente ripetibile.

L’analisi statistico-quantitativa dei messaggi. Consiste nel computare, mediante applicazioni statistiche, la quantità di messaggi letti e generati, i livelli di partecipazione, etc.

L’analisi dei contenuti delle interazioni in rete. Il metodo prevede la lettura di un insieme di messaggi con l’obiettivo di scoprire cosa e quale abilità (o capacità) i corsisti hanno sviluppato, in riferimento agli obiettivi prestabiliti.

Il diario dei partecipanti. Dove far annotare, ai partecipanti, tutto ciò che ritengono rilevante e significativo riguardo la loro partecipazione al corso.

Oggetto di analisi specifiche è, infine, sempre più spesso la valutazione della qualità complessiva delle interazioni collaborative che si instaurano all’interno della “classe virtuale”.

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