Considerazioni interpersonali
II.2.6.8 Considerazioni Interpersonali
In contrasto con la teoria del pensiero critico e della metacognizione, ricercatori come Walther (1992, 1996), sono interessati agli aspetti interpersonali della CMC, e di come le interazioni cambiano nel tempo. Per Walther le minori informazioni sociali che si veicolano attraverso i messaggi CMC, a causa dei limiti sulla comunicazione non verbale, generano gruppi che tendono ad essere impegnati più sull’obiettivo, più democratici e impersonali, soprattutto quando gli scambi avvengono in poco tempo, con alternanza di turni limitata, e invio di messaggi anonimo. Tale assunto è stato confermato anche da Rutter, Stephenson e Dewely (1981), i quali ritengono che la mancanza di risposta immediata, tipica di ogni scambio elettronico, porta lo studente a focalizzarsi maggiormente sul compito da svolgere, adottando uno stile di interazione generalmente spersonalizzato. Al passare del tempo gli utilizzatori possono condividere idee e gestire relazioni attraverso la costruzione di impressioni e relazioni impersonali con gli altri. Dare tempo sufficiente allo scambio di messaggi può sviluppare, nei partecipanti alla CMC, relazioni di comunicazione simili a quelle che avvengono in ambienti FTF.
Attraverso l’adozione di sistemi didattici caratterizzati da ambienti “multi-tasking”, l’utilizzo simultaneo di strumenti chat e newsgroup, per esempio, determina l’esperienza di una maggiore intensità di interazione, che è possibile realizzare soltanto in situazioni in presenza. Anche se la maggior parte delle tecnologie CMC non sono il principale veicolo per la conversazione coerente e fluida, dato l’ effetto dell’influenza reciproca di più messaggi. (Herring, 1999).
Bakardjieva and Harasim (1997) sostengono che una buona piattaforma software didattica rappresenta un importante esempio in cui l’apprendimento può essere stimolato socialmente. Dato l’impatto dell’interazione sociale sul pensiero cognitivo, c’è bisogno di comprendere la forma di linguaggio, sociale e cognitivo che può evolvere durante le interazioni online. Questi ricercatori hanno esaminato sia gli atti di parola caricati cognitivamente (es. identificazione di un problema, indicare la posizione, chiedere la posizione, etc.) che quelli caricati interattivamente (es. riconoscimento, supporto, disaccordo, etc.) di un discorso online (cfr. Tabella 7). Tre dei più comuni atti cognitivi che sono stati ritrovati sono: identificazione di un problema, discutere il proprio punto di vista, e offrire soluzioni o conclusioni. Mentre all’aumentare dell’interattività, essi hanno trovato un più alto livello di reciproci supporti, includendo elementi come: riconoscimenti, incoraggiamenti, informazioni personali e sintonia, e meta-interazione. Bakardjieva and Harasim concludono che le conferenze on line mescolano sia atti cognitivi che interattivi. In effetti, gli studenti affermano il proprio punto di vista mentre supportano anche punti di vista degli altri, richiedono l’opinione dagli altri discenti mentre li invitano a commentare la propria opinione, tracciano conclusioni personali basandosi su commenti precedenti.

Tabella 7 Atti cognitivi e interattivi nei discorsi On line