Considerazioni socio-culturali
II.2.6.9 Considerazioni socio-culturali
Bonk e i suoi collaboratori hanno analizzato l’apprendimento in rete e le conferenze telematiche da una prospettiva socioculturale (Bonk e King, 1998). L’obiettivo di queste ricerca si è rivolto alle relazioni studente-studente, studente-docente per la costruzione e la negoziazione del significato, andando oltre le limitazioni spazio/temporali. In una serie di studi Bonk et al. hanno osservato l’insieme delle attività dei nuovi ambienti didattici (Bonk e Sugar, 1998; Kirkley et al., 1998), attraverso variabili di studio come: il tipo di linguaggio, la forma di guida, il livello di domande, la forma di partecipazione (Zhu, 1998), i modelli d’interazione e il livello di scaffolding nei vari ambienti Online. Tali ricerche hanno rivelato che l’istruzione diretta è soltanto una di almeno dodici forme di assistenza e guida che avvengono Online (cfr. Tabella 8), fornendo uno schema che considera le dell’assistenza nell’apprendimento in rete.
| Guida e assistenza nell’apprendimento in rete (Bonk e Kim, 1998; Tharp, 1993) Ringrazimenti sociali (e cognitivi) Domandando Istruzioni dirette Fornendo modelli/esempi Feedback/elogio Strutturando gli obiettivi cognitivi Elaborazione/spiegazione cognitiva Spinge ad esplorare Incoraggia riflessione/consapevolezza di sè Incoraggia, promuove l’articolazione del dialogo Consiglio generale, scaffolding, suggerimento E-mail o gestione della discussione privata |
Tabella 8 Dodici forme di guida e assistenza nell’apprendimento in rete
Alcuni studi si sono soffermati sul livello di dominanza e di antagonismo degli studenti, osservando come questi, negli ambienti virtuali, sono abbastanza rari. Quando accadono spontaneamente o quando a qualcuno si assegna un ruolo più critico, ecco che l’andamento della discussione appare caratterizzato da un maggiore dialogo e interazione sociale (Bonk, Hansen et al., 1998). Non deve sorprendere allora che la controversia e la discussione di un argomento ritenuto di particolare importanza provocano una “migliore” discussione (Bonk et al., 2000). D’altra parte, l’effetto positivo del conflitto socio-cognitivo, la funzione di sostegno del discorso e del pensiero che assume l’opposizione sociale, sono assunzioni verificate già da parecchio tempo all’interno della comunità di ricercatori che si sono interessati di cooperazione cognitiva (Pontecorvo, 1993).