Comunicare in Rete

17 Gennaio 2007

Costruzione della conoscenza

Archiviato in: Senza categoria — Fabio Ballor @ 18:02

II.2.6.6 Costruzione della conoscenza

In reazione al modello concettuale disegnati da Henri (1992), Garrison (1991), Levin e Waugh (1998), Newman et al. (1996), e altri ricercatori generalmente impegnati nelle analisi delle trascrizioni provenienti dalle conferenze telematiche, Gunawardena, Lowe e Anderson (1997) sviluppano un modello di ricerca basato su alcuni paradigmi didattici centrati sul discente. Il modello definisce l’interazione entro la Comunicazione Mediata dal Computer come il mezzo per co-costruire la conoscenza, enfatizzando l’organizzazione e i modelli di conoscenza costruttiva che emergono durante le conferenze on line. Questi ricercatori nella loro analisi sono interessati a catturare entrambi gli atti, individuale e sociale, della creazione di conoscenza. Le cinque fasi della costruzione sociale della conoscenza sono in dettaglio nello schema (cfr. Tabella 6), in cui sono riportati i diversi descrittori per ogni fase.

Schema di codifica costruttivista delle interazioni

Tabella 6 Schema di codifica costruttivista delle interazioni

Lo studio centrale di Gunawardena et al. (1997) riguarda un’ampia ricerca condotta attraverso un simposio on line, realizzato da centinaia di formatori professionisti, all’interno di una conferenza sul “collaborative learning”, che ha impegnato partecipanti da 35 paesi del mondo. Dalla discussione è emerso che gli studenti sono guidati nei loro compiti competitivi, verso le fasi IV e V dello schema di Kanura, dal tentativo di vincere il dibattito. In conseguenza di ciò, è la struttura stessa della discussione che mantiene i partecipanti attivi nella co-costruzione della conoscenza. Nelle fasi di dialogo senza “conflitto” lo scambio tra gli studenti tende a permanere alla fase I dello schema di Kanura, con la condivisione e il confronto di informazioni, invece di evolvere verso la negoziazione, la costruzione, prova e applicazione della conoscenza.

Lo stesso risultato è messo in evidenza da un successivo studio sulla CMC fatto a 25 manager di un centro di sviluppo in Canada (Kanura e Anderson, 1998). Gli autori confermano che la discussione generata da questi professionisti non si è dimostrata essere una reale opportunità per mettere in atto la dissonanza cognitiva, disaccordo, o la negoziazione di significati co-costruiti, ma, insistono gli autori, i partecipanti trovano un alto valore gratificante nella condivisione e nel ricevere informazioni che ciascuno può generare e/o trovare. In definitiva, questo modello, richiama l’attenzione di formatori e progettisti di ambienti in rete a concentrarsi sulle fasi tipiche della creazione della conoscenza, e sulla necessità di far condividere ai partecipanti il diverso modo di intendere la conoscenza e lo sviluppo di conoscenza all’interno di ambienti mediati dal computer.

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