Comunicare in Rete

17 Gennaio 2007

Unità di locuzione

Archiviato in: Senza categoria — Fabio Ballor @ 17:58

II.2.4.5 Unità di locuzione

Howell-Richardson e Mellar (1996) hanno tentato di migliorare l’affidabilità di queste procedure di analisi attraverso la costituzione di una base teorica per l’unità di significato di Henri. Utilizzando la teoria dell’atto-parola, Howell-Richardson e Mellar, spiegano che la trascrizione dovrebbe essere analizzata con il seguente interrogativo in mente: Qual era lo scopo di quella particolare espressione per l’autore? Un cambiamento nello scopo modifica i parametri per quella unità, quindi ne analizzano le proprietà strutturali o illocutorie. Gli autori evitano, in tal modo, alcune delle difficoltà che presenta lo schema di Henri, centrandosi esclusivamente sul contenuto manifesto del messaggio, come le sue proprietà linguistiche e il pubblico a cui queste sono rivolte. Gli autori non riportano studi sull’affidabilità del metodo adottato, ma concludono affermando: «la nostra procedura supera alcuni dei problemi di assegnamento a giudizi potenzialmente inconsistenti a cui può incorrere il ricercatore nella decisione se un gruppo di “parole” costituisce un singolo significato o molto di più d’uno e il problema della suggestione del “limite grafico” del messaggio che può essere identificato al singolo atto comunicativo» (p.52)

In conclusione, ricordiamo con Krippendorf (1980, p.64) che l’operazione di suddivisione in unità «[…] comporta sempre considerevoli compromessi» tra significatività, produttività, efficienza e affidabilità.

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