Unità di paragrafi
II.2.5.2 Unità di Paragrafi
Hara, Bonk e Angeli (2000) usano, nelle loro ricerche, il paragrafo come unità sintattica più estesa della singola frase. L’uso di questa unità sicuramente determina la riduzione del numero di casi da studiare, rispetto a quelli generati dalle “unità di frasi”. Tuttavia, la dimensione dell’unità, espandendosi, determina un anche aumento della probabilità di inglobare al suo interno più di una variabile che è oggetto di studi. Di contro, una stessa variabile può attraversare trasversalmente più paragrafi. Come affermano Rouke et al. (2000, p.12) «si può negare l’affermazione ottimistica secondo cui gli studenti superiori sarebbero in grado di dividere i messaggi correttamente entro i paragrafi. Spesso una riga o una tabulazione di spazio è usata senza l’intenzione precisa di delimitare una singola e coerente idea, ma per puri motivi estetici» E ciò è tanto più vero quanto più si utilizza un tipo di comunicazione “veloce” com’è quella mediata dal computer. Quando il criterio sintattico è perso, la definizione di unità come il “paragrafo” diventa insignificante, vengono ad identificarsi soltanto blocchi grafici di testo.
Hara, et al.(2000, p.20) hanno sviluppato un protocollo di codifica che cerca di superare questi problemi con un semplice accorgimento: «quando due paragrafi contigui trattano delle stesse idee, essi sono contati come un’unità singola. Quando un paragrafo contiene due idee è contato come due unità separate […]» Usando questo protocollo gli autori ottengono una percentuale aggregata di accordo del 74.6%, che può essere una percentuale “[…] adeguata considerando la soggettività del criterio di analisi”.